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Percorso classe seconda

Metodologia

Le seguenti attività vanno svolte tenendo presente questo iter orale e scritto, a discrezione dell’insegnante e in relazione alle diverse attività (non sempre è necessario svolgere tutte le cinque fasi):

  1. osservazione;
  2. lavoro individuale;
  3. riflessione collettiva;
  4. rielaborazione e correzione individuale;
  5. sintesi collettiva.

Si continua a lavorare sul calendario parlante (vedi traccia classe prima) fino a completare i 12 mesi (ciclo dell’anno) e si continuano le osservazioni delle stagioni.

Nella classe seconda sono da considerare sei macro-argomenti dal punto di vista geostorico:

  1. la valigia e il calendario delle vacanze;
  2. la storia personale o storia del primo anno di scuola;
  3. il passato dei genitori (i giochi o la scuola o i mestieri…);
  4. il passato dei nonni;
  5. dalle tracce alle fonti;
  6. tempo soggettivo e durata.

1) La valigia e il calendario delle vacanze, dai compiti di fine prima

Tempo: un mese

  • L’insegnante costruisce il calendario murale del periodo delle vacanze, sul quale ciascun bambino posiziona il suo fatto speciale, disegnato nel periodo estivo; questo lavoro permette di osservare la successione, la contemporaneità, il periodo con l’inizio e la fine, la durata…

  • Sul calendario delle vacanze si osserva la durata in giorni, settimane, mesi.

  • Si aprono le valigie dei ricordi e ogni bambino mostra ai compagni un ricordo, mentre gli altri fanno ipotesi e domande per capire che cosa è e che cosa “racconta”.

  • Ogni bambino sceglie un suo oggetto-ricordo, lo disegna sul quaderno e risponde alle domande emerse precedentemente (dove, quando, mi ricordo…).

  • Ogni bambino allestisce il suo “Piccolo museo delle vacanze” affiancando agli oggetti semplici didascalie o schede “museali”.

  • Aspetti geografici: rilevare gli ambienti delle vacanze (mare, montagna, campagna, città….).

2) La storia personale o storia del primo anno di scuola per avviare il lavoro sulla linea del tempo e sulle tracce/fonti

Tempo: due mesi

  • Conversazione per indagare un passato più lontano delle vacanze, ma sempre facente parte della vita del bambino.

  • Far emergere quali elementi sono necessari per ricostruirlo, cioè le tracce (foto, oggetti…) da portare a scuola. Nel caso in cui si faccia la storia personale, portare tre foto (molto piccoli, scuola dell’infanzia, primo anno di primaria) e almeno un oggetto. Nel caso in cui si ricostruisca la storia del primo anno di scuola, ricercare tracce sui quaderni, nel registro, sui cartelloni…

  • Far emergere la necessità di dare un ordine temporale.

  • Si costruisce la linea del tempo sulla quale vengono riportati gli eventi, con datazione.

  • Riflettere sulla necessità di cercare ulteriori informazioni (testimonianza orale).

  • Far scaturire l’importanza di allestire un piccolo museo di alcuni oggetti del passato con osservazioni, “schedatura” e classificazione secondo criteri negoziati e condivisi dai bambini (approfondimento del lavoro sul museo delle vacanze).

  • Ragionare sul significato e sull’utilizzo del museo e delle tracce/fonti.

  • Ricavare dal percorso svolto un tema che permetta di tornare ulteriormente indietro nel tempo (il gioco, la scuola, i mestieri …) e che diventerà oggetto di indagine nelle attività laboratoriali dei prossimi mesi.

  • Aspetti geografici: dove sei nato - dove sei andato a scuola – dove sono state scattate le foto.

3) Il passato dei genitori ( i giochi o la scuola o i mestieri…)

Tempo: due mesi

Sottolineare l’importanza fondamentale della testimonianza orale, prima dei genitori e poi dei nonni.

  • Conversazione per fare ipotesi su come, cosa ricercare e porsi domande.

  • Portare a scuola tracce/fonti sul tema scelto.

  • Ogni bambino osserva una traccia del passato, la descrive, produce informazioni sia esplicite che inferenziali e formula alcune ipotesi.

  • Far emergere la necessità di avere ulteriori informazioni attraverso la testimonianza orale (intervista a un genitore per ogni bambino). Alcune domande potrebbero essere:

Dove, spazio di gioco o ubicazione della scuola o del mestiere e paesi di residenza

Quando

Quali e quanti giochi - caratteristiche della scuola - quali mestieri

Racconta….

  • Comparare le informazioni fornite da oggetti e foto del passato con la testimonianza orale.

  • Ampliare la linea del tempo per tornare al periodo in cui i genitori erano bambini e collocare le fonti secondo le date.

  • Osservazioni della linea del tempo per rilevare la successione, la contemporaneità, la periodizzazione e registrare sul quaderno.

  • Aspetti geografici: ricercare e posizionare i luoghi dei genitori su cartine.

4) Il passato dei nonni

Tempo: due mesi

E’ necessario continuare il lavoro spingendo l’indagine in un “tempo più lontano” fino ai nonni per andare oltre il vissuto personale dei bambini, per far emergere differenze evidenti della storia generazionale, per lavorare su una linea temporale più complessa.

La ricerca si sposta sui nonni (in mancanza di notizie può essere coinvolto un insegnante o un anziano), con lo stesso iter e la stessa metodologia usata precedentemente.

  • Ogni bambino osserva una traccia del passato, la descrive, produce informazioni sia esplicite che inferenziali e formula alcune ipotesi;

  • Far emergere la necessità di avere ulteriori informazioni attraverso la testimonianza orale (intervista a un nonno per ogni bambino).

Alcune domande potrebbero essere:

Dove, spazio di gioco o ubicazione della scuola o del mestiere e paesi di residenza

Quando

Quali e quanti giochi - caratteristiche della scuola - quali mestieri

Racconta….

  • Comparare le informazioni fornite da oggetti e foto del passato con la testimonianza orale.

  • Ampliare la linea del tempo fino a tornare al tempo in cui i nonni erano bambini per collocare le date delle fonti (possibilmente tornare indietro di un secolo con bisnonni o altre persone o oggetti).

  • Osservazioni sulla linea del tempo per rilevare la successione, la contemporaneità, la periodizzazione, la durata, la differenza di età dei testimoni e registrare sul quaderno le osservazioni.

  • Sul quaderno inserire una foto della linea del tempo murale con breve didascalia scritta collettivamente.

  • Osservare e comparare le fonti dei bambini, dei genitori e dei nonni per evidenziare differenze e somiglianze.

  • Allestimento di un museo con alcune fonti dei nonni.

Aspetti geografici: ricercare e posizionare i luoghi dei nonni su cartine, riflettere sulle diversità degli spazi e degli ambienti (dei giochi, della scuola, dei mestieri).

5) Dalle tracce alle fonti

  • Far riflettere sull’importanza delle tracce, che nel momento in cui forniscono informazioni diventano fonti storiche dirette.

  • Ragionare sulla possibile classificazione delle fonti secondo le loro caratteristiche (per es. fonti orali, fonti materiali…), ma anche sul fatto che possono avere più valenze (es. una fonte può essere sia materiale che scritta).

Possono essere utilizzate, come fonti, pitture del passato che rappresentano l’argomento trattato (es. Pieter Bruegel il Vecchio “Giochi di bambini” 1560), come lavoro trasversale con arte.

6) Tempo soggettivo e durata (da svolgersi possibilmente con l’ins. di matematica progettando insieme tempi e modalità)

  • Sollecitare attraverso conversazioni o approfittare di occasioni significative per parlare della durata di azioni e di situazioni quotidiane.

  • Osservare e distinguere azioni che durano tanto e azioni che durano poco e in seguito quale dura di più e quale di meno.

  • Discussione e registrazione sul tempo soggettivo e sulla diversità della percezione del tempo.

  • Sollecitare una misurazione condivisa, ma ancora non convenzionale, sperimentando e utilizzando modalità diverse per giungere agli strumenti e alla misura convenzionale del tempo.

Libri consigliati

Per bambini:

Marie-José Sacré, Vladimir Skutina, Dove abita il tempo, Arka

Somin Ahn, Un minuto, Corraini

Leo Lionni, Il bruco misuratutto, Babalibri

Ashild Kanstad Johnsen, Kubbe fa un museo, Mondadori Electa, 2013

Per insegnanti:

Patrizia Sandri, Il tempo convenzionale, Hoepli

Geografia

Spazi, funzioni, arredi

Tempo: un mese

  • Riprendere e approfondire l’osservazione degli spazi dell’aula, della scuola e della casa (spazi preferiti) ed eseguire la loro rappresentazione tridimensionale.

  • Osservare gli arredi in relazione alla loro funzione.

  • Conversare sugli spazi frequentati dai bambini per arrivare a distinguere gli spazi pubblici e quelli privati e scegliere la scuola come spazio comune da cui far iniziare il lavoro.

Un percorso comune nello spazio scolastico

  • Conversazione per scegliere un percorso comune (es: dall’ingresso dell’edificio scolastico all’aula).

  • Discussione per descrivere il percorso in plenaria.

  • Misurazione del percorso con i passi.

  • Rappresentazione grafica e descrizione scritta individuale del percorso con riferimento alla propria mappa mentale.

  • Conversazione per confrontare le indicazioni individuali e condividere quelle comuni.

  • Seguire le indicazioni per sperimentare e verificare il percorso sul campo.

  • Riflessione su che cosa è necessario precisare: contare i passi, indicare la direzione e trovare dei punti di riferimento.

  • Conversazione per ripercorrere insieme oralmente il tracciato e, in seguito, correzione della rappresentazione individuale, inserendo i cambi di direzione e i punti di riferimento.

  • Rappresentazione grafica schematica individuale, utilizzando i quadretti del quaderno (mappa).

Sulla via dell’orto/giardino/cortile…

La ripetizione e la trasposizione in un altro contesto dell’esperienza è utile al consolidamento e alla verifica dell’apprendimento.

  • Sperimentazione di un ulteriore percorso (es. dall’aula all’orto) da fare individualmente e rappresentazione con numero dei passi, frecce direzionali e descrizione sintetica scritta.

  • Confronto tra le descrizioni e scoperta della differenza del numero dei passi.

  • Conseguente necessità di accordarsi sull’uso di una misura comune e ripetizione, a gruppi, della misurazione della distanza del percorso con lo strumento non convenzionale scelto (es. corde per saltare).

  • Conversazione per far emergere la necessità di usare lo strumento convenzionale di misura (metro).

Mappa e microtoponimi

  • Rappresentazione individuale di una zona esterna scelta collettivamente su foglio A4, direttamente sul posto, individuando la forma, i contorni e i punti di riferimento fissi.

  • Confronto delle rappresentazioni e scelta di quella più chiara e dettagliata, da proiettare come riferimento per la correzione della mappa individuale.

  • Scelta da parte di ogni bambino del punto preferito, foto e assegnazione di un nome “simbolico” (es: angolo delI’alloro, via dei sassi…)

  • Inserimento dei microtoponimi nella mappa proiettata alla lim e registrazione individuale sul quaderno.

  • Assegnazione di altri microtoponimi (es: via del Melo, piazzetta Rosmarì) per orientarsi meglio e completare la mappa.

  • Mappa completa su jambord/lim…

  • Realizzazione dei cartelli con i microtoponimi, che verranno posizionati in loco.

  • Dal lavoro sui microtoponimi passiamo a elencare i nomi delle strade dove abitano i bambini (attività utile per il collegamento ai compiti dell’estate).

NOTA: Le conversazioni e le discussioni sono seguite da verbalizzazioni scritte individuali e/o collettive.

NB: A seguire, tenendo conto delle attività e del raggiungimento di obiettivi per il terzo trimestre, programmazione di adeguati compiti delle vacanze.