Le seguenti attività vanno svolte tenendo presente questo iter orale e scritto, a discrezione dell’insegnante e in relazione alle diverse attività (non sempre è necessario svolgere tutte le cinque fasi):
osservazione;
lavoro individuale;
riflessione collettiva;
rielaborazione e correzione individuale;
sintesi collettiva.
Nella classe quarta sono da considerare tre macro-argomenti dal punto di vista storico.
Sommario
L’agricoltura del Neolitico
Rielaborazione dei compiti svolti drante le vacanze per arrivare a capire la trasformazione nell’alimentazione con l’introduzione dei cereali.
Laboratorio attivo sul Neolitico.
Rielaborazione e riorganizzazione in classe del lavoro svolto.
Costruzione di una mappa concettuale del Neolitico.
Rilevazione delle somiglianze e delle differenze tra i quadri di Paleolitico e Neolitico.
Lavoro sulle cartine del Neolitico.
Linea del tempo e periodizzazione del Paleolitico e del Neolitico.
Le civiltà dei fiumi
Dal villaggio alla città (rivoluzione urbana): da una società egualitaria alla differenziazione dei ruoli e alla gerarchizzazione.
Uscita didattica per visitare la propria città e rielaborazione e informazioni rilevate.
Le prime città, dove erano situate e perché.
Lavoro sulla cartina, osservazioni, riflessioni, confronti.
Le prime civiltà: localizzazione e caratteristiche ambientali.
Mappa concettuale di alcune civiltà.
Confronto fra le mappe.
Linea del tempo delle civiltà affrontate.
I popoli del Mediterraneo (fine quarta, inizio quinta)
Lavoro sulle carte: le civiltà che si affacciano sul Mediterraneo.
Lavoro sulle tracce (immagini, brevi testi…) per capire le comunicazioni fra i vari popoli.
Riflessioni sulle merci trasportate (Uluburun) e sui rapporti commerciali fra i vari popoli.
L’agricoltura del Neolitico
Il Neolitico è un fenomeno di “lunga durata” in cui nasce un’agricoltura di tipo rudimentale, che gradualmente si trasforma con l’evoluzione di “competenze” via via acquisite: tecniche di coltura, selezione dei semi, stagionalità dei raccolti, conservazione del raccolto, molitura del frumento.
Prima fase
Rielaborazione dei compiti svolti durante le vacanze per arrivare a capire la trasforamzione nell’alimentazione con l’introduzione dei cereali.
Raccolta delle risposte date alla prima domanda ed elaborazione di somiglianza e differenze; far emergere:
attuale facilità nel reperire il cibo;
estrema variabilità odierna di prodotti alimentari in ogni stagione e proveniente da ogni parte del mondo;
riflessione, anche individuale, sulla differenza tra la cucina di oggi e quella del paleolitico;
riflessione e rilevazione di somiglianze/differenze fra gli alimenti nel paleolitico e quelli attuali, per arrivare a capire che il “pane” non c’era;
racconto dei bambini e riflessione collettiva su diverse cotture del pane conosciute o sperimentate (tipo di farina, modalità di impasto, uso del lievito o meno);
ipotesi sulla foto di una macina con macinello e visione di un breve video sulla molitura antica, per verificare le ipotesi.
Se abbiamo raccolto i chicchi di grano e affidato la loro conservazione ai bambini, farli riportare a scuola, chiedere come e dove sono stati conservati; osservare lo stato in cui sono, evidenziando eventuali difficoltà incontrate nel conservarli. Ipotizzare come saranno stati conservati i cereali nell’antichità (il problema della conservazione è importante per poter parlare dei contenitori di terracotta prodotti in età neolitica).
Osservazione della foto di un’ansa di ceramica (materiale, forma, funzione, tipo di costruzione, da registrare sul quaderno individualmente, come base per una discussione e una formalizzazione successiva).
Seconda fase
Neolitico
Laboratorio esperienziale (con un’associazione archeologica, un esperto o l’insegnante stessa, una mattinata):
osservazione di un falcetto neolitico e del macinello (materiale, forma, funzione, tipo di costruzione, da registrare sul quaderno individualmente, come base per una discussione e una formalizzazione successiva);
falciatura;
macinatura;
impasto e cottura in loco o successivamente;
osservazione di alcuni frammenti di reperti di ceramica (anse e altri frammenti);
osservazione di altri strumenti del neolitico, utili anche per la caccia e la pesca.
Rielaborazione in classe e registrazione sul quaderno dell’esperienza svolta. Si può provare a ricostruire la forma del contenitore adeguata alle anse osservate.
Osservazione scheda predisposta per rilevare: ambiente e clima (cambiamento climatico), attività svolte, alimentazione, abitazioni, insediamento, utensili…
Nel video rilevare il passaggio dalla raccolta intensiva dei cereali spontanei all’agricoltura.
Lavoro a gruppi per la costruzione del QdC del Neolitico utilizzando gli indicatori fondamentali, già considerati per il quadro del Paleolitico:
dove (ambiente e cartina), temporalità, attività, tecnologia, abitazioni, organizzazione sociale…
Confronto tra i quadri del Paleolitico e del Neolitico:evidenziando il cambiamento del rapporto tra l’uomo e la natura e la modificazione del paesaggio.
Lavoro su cartine:
diffusione del neolitico nel mondo, con rilevazione dei luoghi in cui sono nati spontaneamente l’agricoltura e l’allevamento;
successione temporale della diffusione neolitica in Europa;
le piante e gli animali tipici dei luoghi (vedi powerpoint con cartine e domande).
Linea del tempo e periodizzazione paleolitico/neolitico:
costruzione della linea coinvolgendo attivamente i bambini, che propongono e suggeriscono le modalità per realizzare una rappresentazione chiara attraverso un processo di concettualizzazione.
evidenziare contemporaneità, diversità culturale ed ecosostenibilità (consumo e rifiuti).
Laboratorio di terracotta (interdisciplinare con arte e immagine)
comprendere la necessità di avere contenitori per conservare, cuocere, trasportare e per rilevare la tecnologia collegata alla lavorazione e alla cottura.
Per la cottura in fossa può essere utile il seguente video:
Dal villaggio alla città – rivoluzione urbana
Espansione, aumento demografico, specializzazione dei lavori, nascita della città con strutturazione relativa.
Osservazione dei villaggi:
cercare immagini di villaggi presenti e passati per far osservare che le costruzioni sono uguali e spesso situate intorno a uno spazio centrale cerimoniale per comprendere che la società era di tipo egualitario e tutti erano coinvolti nella produzione del cibo necessario.
Esempi: villaggi dell’Amazzonia, villaggio di Chatal Huyuk, villaggio di Barumini in Sardegna, immagini di villaggi neolitici…
2. Riflessione sulle caratteristiche di villaggio e città:
conversazione con domande guida: Noi abitiamo in un villaggio? Le città ci sono sempre state? Proviamo a pensare a quali sono le caratteristiche delle città dove viviamo…. (verbalizzare la conversazione).
Uscita didattica per visitare la propria città:
evidenziare gli elementi fondamentali presenti oggi e nel passato, in collegamento con geografia ed educazione civica (il mercato, le abitazioni, il centro religioso, il centro amministrativo, piazze e strade, fiume e canali, botteghe…) e osservare i alcuni materiali da costruzione. Rielaborazione sul quaderno.
Le prime città:
dopo la presentazione di una cartina (tratta da Sandra Chesi), simile alla seguente, conversazione su dove e perché le città sono sorte proprio in quella zona.
Il planisfero si riferisce al 3000 a.C., al tempo degli antichi Egiziani e degli antichi popoli della Mesopotamia.
Ogni colore rappresenta una cultura:
Giallo: cultura di tipo paleolitico, con caratteristiche di nomadismo, caccia, pesca e raccolta.
Verde: cultura di tipo neolitico, con caratteristiche di sedentarietà in villaggi, agricoltura, allevamento (oltre alla caccia e alla pesca).
Rosso: zone in cui si trovano città fortificate e organizzate, si pratica l’agricoltura irrigua, si sviluppa l’artigianato e il commercio.
Tratto da: Sandra Chesi, 1999.
Fissare sulla linea del tempo la nascita della città (3.500/3.000 a. C. circa).
Osservazione delle città della civiltà mesopotamica e confronto con i villaggi (immagini da ricercare su libri di testo o siti internet):
rilevare le caratteristiche delle città, come fiume, canali, tempio con granaio, palazzo, mura, campi attorno… e operare un confronto con le strutture del villaggio.
Far emergere, utilizzando la lettura di immagini, di brevi testi, di tracce (fonti) e attraverso conversazioni guidate dall’insegnante che:
Le città nascono dove esistevano determinate risorse ambientali: terre fertili per coltivare cereali e presenza di altre piante, come i giunchi per realizzare canestri; acqua e possibilità di irrigare con canali artificiali, animali da allevare, per alimentarsi e ricavare materiale “secondario” (latte, lana da filare…); materiale per le costruzioni di case, palazzi, mura di difesa; terre argillose da cuocere per ottenere contenitori; minerali da trasformare in metalli.
Migliorano le tecniche agricole (tecnica per irrigare con canali artificiali, campi lunghi in pendenza, aratro seminatore – vedi immagine sotto –, falcetto di terracotta…), si verifica un incremento demografico legato a una sovrapproduzione alimentare che viene immagazzinata in sicurezza al riparo da inondazioni, protetta da incursioni e razzie nemiche e che viene distribuita al bisogno.
Una parte della popolazione non si dedica alla produzione del cibo e si specializza in altra attività: artigiani specializzati, commercianti, amministratori (classe importante per organizzare e distribuire il surplus), scribi che scrivono per tenere memoria, comunicare le cose importanti, registrare le scorte alimentari e le attività commerciali, soldati per difendere, sacerdoti che si occupano del tempio, luogo di culto e anche sede del magazzino delle scorte alimentari. Nella città risiede il re, considerato spesso un dio.
Nelle città l’organizzazione sociale diventa complessa e nasce l’esigenza di stabilire regole e leggi.Far emergere che la differenziazione per lavoro, reddito e censo conduce a una società di diseguali.(vedi slide Clio 92)
Con l’aratro-seminatore i contadini potevano ridurre al minimo le ore di lavoro, il che permetteva loro di rivoltare la terra, piantare i semi nel solco e risistemare la terra di nuovo in un solo passaggio. Fu un’invenzione della Mesopotamia.
Seconda fase
Le civiltà dei fiumi
Localizzazione e caratterizzazione ambientale di diverse civiltà (Mesopotamia, Cina, Egitto):
individuare nei grandi fiumi che le attraversano il fattore decisivo che favorì l’insediamento proprio in quelle zone.
Costruzione dello schema concettuale o QdC attraverso fonti scelte, testi, immagini di ricostruzioni, video.
Sollecitare collegamenti ragionati e giustificati tra gli indicatori del quadro di civiltà (dove - ambiente e cartina-, temporalità, tecnologia, abitazioni, organizzazione sociale, religione, attività, rapporti e scambi commerciali con altre civiltà…)
Confronto finale delle somiglianze e differenze fra le civiltà affrontate, attraverso i quadri di civiltà.
I popoli del Mediterraneo
Suggerimenti operativi e metodologici:
Per introdurre questo macro-argomento è importante servirsi di carte geostoriche, in cui siano rappresentate le civiltà studiate, come Mesopotamia, Cina, Egitto, e il mar Mediterraneo su cui si affacciavano e vivevano tanti popoli, alcuni dei quali furono soprattutto commercianti (Fenici e Greci).
Questo argomento sta a cavallo tra la classe quarta e l’inizio della quinta e offre elementi importanti anche per i compiti delle vacanze al termine della classe quarta.
L’insieme delle carte usate può costituire un atlante geo-storico della classe sul quale basare anche le prime “interrogazioni” individuali, a coppie o a piccoli gruppi, infatti riteniamo importante abituare i bambini a usare questa fonte fondamentale per la storia.
Obiettivi di ambito concettuale:
costruire quadri di civiltà a partire da fonti e da visite a siti o musei;
collegare gli indicatori tra di loro nel quadro di civiltà;
fare confronti tra diversi quadri di civiltà;
riportare le conoscenze delle civiltà del passato alla situazione contemporanea;
individuare mestieri nati nell’età antica e ancora oggi presenti, pur con le modificazioni tecnologiche.